Cooperative di comunità, oggi la presentazione di quella di Petroio. Bugli: “Nuove opportunità per crescere”

FIRENZE – L’obiettivo è quello di rilanciare il piccolo borgo di Petroio creando una cooperativa di comunità che metta in contatto residenti ed imprese del territorio per recuperare competenze e professionalità, migliorare le condizioni di vita e valorizzare la realtà locale anche a fini turistici. E’ questa la scommessa su cui oggi si gioca tutto la frazione del comune di Trequanda, provincia di Siena, un angolo di Toscana su un colle a cavallo fra la Val di Chiana e la Val d’Orcia.

La cooperativa si chiama “Vivi Petroio” ed è stata presentata oggi a Petroio a Palazzo Brandano, alla presenza dell’assessore alla presidenza della Regione Vittorio Bugli. Il via all’iniziativa è stata l’occasione per un confronto sul tema delle cooperative di comunità e dei risultati che questo strumento sta raggiungendo in Toscana.

“Se le opportunità non ci sono bisogna crearle. Questa frase che è stata detta oggi esemplifica bene l’entusiasmo che vedo qui nei giovani, tanti, che si sono coinvolti in questo progetto. Hanno le idee chiare e alle spalle un percorso serio, lungo e ben costruito, per gestire al meglio questo bellissimo Palazzo per l’accoglienza dei turisti e per far crescere il paese anche riscoprendo i valori del territorio, la terracotta, i prodotti gastronomici tipici”. Così l’assessore Bugli ha commentato la presentazione del progetto. “Questa attenzione sul fattore comunità è molto importante – ha aggiunto – per questo dobbiamo tenere in rete questi motori pensanti che si stanno costruendo, per ora, su 25 territori: tante ide diverse ma che, insieme, possono servire a queste comunità per crescere e risolvere i propri problemi. Entro giugno faremo una giornata per fare il punto sulle esperienze in corso a livello regionale e spero che si possano trovare nuove risorse per rispondere, con un nuovo bando, al forte interesse che viene dai territori”.

Lorenzo Chiani, presidente della cooperativa Vivi Petroio ha ricordato che l’idea di unire forze e competenze locali per creare una cooperativa e rilanciare il borgo a Petroio viene da lontano. Già tre anni fa i primi incontri. Poi l’idea si è concretizzata ed è diventata un vero e proprio progetto. Un sogno che, quando la Regione ha pubblicato il bando, si è potuto finalmente realizzare.  

“Le cooperative di comunità – ha ricordato Bugli – sono uno strumento che vede la partecipazione di tutti gli abitanti di un paese, che fa squadra attorno ad alcuni punti di forza, per trovare nuove opportunità di sviluppo e scongiurare così lo spopolamento e l’abbandono tipici di tante realtà rurali, montane o marginali attraverso forme di economia collaborativa. La Regione crede nel progetto e ha deciso di finanziarlo stanziando un milione e 200 mila euro”.

Ad oggi i progetti approvati sono 25. In provincia di Siena sono 5 le cooperative già costituite che, puntando di volta in volta su alcuni elementi individuati come trainanti per il proprio sviluppo, si impegnano poi a reinvestire gli utili in servizi e opere di manutenzione in collaborazione con le amministrazioni comunali.

Petroio, con i suoi trecento residenti punta a creare e gestire nel borgo, proprio a Palazzo Brandano, un albergo diffuso e un piccolo negozio di artigianato locale, residenti e imprese insieme. Nei progetti c’è anche un bar e uno spaccio alimentare oggi a rischio e da salvare. Ma per favorire la nascita di nuove professioni si punta anche alla creazione di uno spazio coworking con tanto di wifi, alla realizzazione e gestione di un infopoint turistico (con tanto di sito web che racconti il territorio). E poi c’è l’intenzione di dar vita a spazi e servizi per le prima necessità e la salute, il mercato di prodotti agricoli o servizi per gli anziani.
 

Archivio notizie

Approfondisci

Ballottaggi in Toscana, domenica 9 giugno si torna a votare in diciotto comuni

FIRENZE – Si torna alle urne domenica 9 giugno, anche in Toscana: nei comuni con più di quindicimila abitanti chiamati al ballottaggio, diciassette, e nella piccola Capoliveri all’isola d’Elba, dove i due candidati hanno ottenuto al primo turno, due  settimane fa, lo stesso numero esatto di voti. Caso raro, ma non unico. Sono dunque diciotto amministrazioni in tutto in sette diverse province: non ci sono elezioni solo a Massa Carrara, Grosseto e Lucca.

Le città più grandi dove si voterà sono Prato e Livorno, capoluoghi di provincia. Gli altri comuni sono Cortona, San Giovanni Valdarno, Borgo San Lorenzo, Figline Incisa, Cecina, Collesalvetti, Piombino, Rosignano Marittimo, Ponsacco, Pontedera, San Miniato, Agliana, Monsummano Terme, Colle Val d’Elsa e Signa. Oltre a Capoliveri, chiaramente.

Complessivamente saranno oltre 547 mila gli elettori chiamati ad esprimersi di nuovo in cabina elettorale, su una porzione di Toscana dove abitano più di 684 mila persone, pari a un po’ meno di un quinto (il 18 per cento) di tutti gli abitanti della regione.  Due settimane fa erano stati chiamati a rinnovare i rispettivi primi cittadini e consigli comunali (189 amministrazioni) un milione e 867 mila elettori in Toscana.

I seggi si apriranno alle 7 di mattina e si potrà votare fino alle 23: un voto secco, con la scelta tra due soli candidati sindaci.  Lo scrutinio delle schede inizierà domenica subito dopo le undici di sera.

In tutta Italia  sono 136 i comuni, abitati da oltre 4 milioni e 406 mila residenti, che tornano alle urne: 15 i Comuni capoluoghi, dodici i Comuni (come Capoliveri) con meno di quindicimila abitanti, tre milioni e 648  mila elettori in tutto. 

Archivio notizie

Approfondisci

Lfi, Ceccarelli replica a Casucci (Lega): “Noi lavoriamo per i cittadini, lui fa campagna elettorale”

FIRENZE – “Vorrei tranquillizzare il consigliere Casucci, qui l’unica cosa scaricata, da parte sua, è il buon senso. Casucci nella sua campagna elettorale permanente confonde un possibile errore umano di un operaio che trancia un cavo con problemi di investimenti e ci chiede un report che ho già fatto più volte e rifaccio ben volentieri.”

L’assessore a trasporti e infrastrutture Vincenzo Ceccarelli replica così alle dichiarazioni del consigliere della Lega sui problemi della ferrovia casentinese.

“Ricordo innanzitutto che in molte parti d’Italia le linee ferroviarie minori vengono chiuse e sostituite con un servizio di bus – spiega Ceccarelli – invece la Toscana con il contratto di servizio ha stanziato 8 milioni di euro per garantire 9 anni di servizio ferroviario sulla linea Stia-Arezzo-Sinalunga, con due nuovi treni Jazz e un collegamento diretto tra il Casentino e Firenze. Altri 20 milioni di investimento regionale serviranno invece per rendere più sicura l’infrastruttura, con l’installazione del sistema ERTMS/ETCS L2. C’è un protocollo d’intesa per il sostegno al turismo scolastico, spesso sottovalutato, che sta dando dei buoni risultati. C’è un piano per la valorizzazione delle stazioni già ben avviato a Bibbiena, Pratovecchio Stia e Rassina. Ci sono progetti legati a singoli eventi co-finanziati dalla Regione come il treno dei bambini. Inoltre la Stia-Arezzo e la Arezzo-Sinalunga sono state le prime due tratte ferroviarie di proprietà regionale in Italia ad ottenere l’autorizzazione di sicurezza dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf). Questo permetterà il ritorno ad una velocità adeguata dei treni, in attesa che con il sistema ERTMS questa possa essere ulteriormente aumentata.”

“Detto questo, conosco i disagi che i cittadini hanno vissuto in questi mesi – conclude Ceccarelli – per questo sto chiedendo alla società che gestisce il servizio di fare chiarezza e di prendere i dovuti provvedimenti tecnici e organizzativi affinchè il servizio possa funzionare meglio. La Regione è proprietaria della linea ma non gestisce il servizio. Quindi Casucci, sveglia! Tra i proprietari di Lfi ci sono anche Provincia e Comune di Arezzo, ma non la Regione.”

Archivio notizie

Approfondisci

Incendio sul Serra, l’indennità extra spetta a tutti gli operai forestali impegnati nel ripristino

FIRENZE – Spetta a tutti gli operai forestali, inclusi quelli di San Giuliano (Pisa), l’indennità extra stabilita per chi è stato impiegato nei cantieri di ripristino a seguito dell’incendio del settembre scorso sul Monte Serra. Tocca poi alle Unioni dei comuni corrispondere questo indennizzo. E’ questo in sintesi il contenuto della precisazione del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a seguito di articoli apparsi sulla stampa locale nei quali si riporta la posizione del sindacato Flai Cgil.

“La Regione Toscana – evidenzia Rossi – ha riconosciuto alle Unioni di Comuni, fin dal gennaio scorso, una indennità extra, pari al 10%, per tutti gli operai forestali che sono stati impiegati nei tempestivi cantieri di ripristino a seguito dell’evento che nel settembre 2018 ha colpito profondamente il Monte Serra.

La Regione Toscana ha infatti recepito prontamente la richiesta da parte delle sigle sindacali regionali avanzata il 16 dicembre 2018 ed il Comitato Forestale, presieduto dall’Assessore all’Agricoltura, ha approvato la fattibilità, ai sensi del Contratto Collettivo Nazionale, di un riconoscimento dell’indennità nella seduta del 16 gennaio 2019. La Regione ha quindi provveduto allo stanziamento delle somme necessarie alla copertura dell’indennità ed inviato la comunicazione a tutti gli Enti Territoriali coinvolti. Una ulteriore nota è stata inviata, in data 7 marzo 2019, alla Unione Comuni Val di Cecina (nella cui competenza rientra il cantiere delle maestranze di San Giuliano Terme), per ribadire il diritto al riconoscimento della indennità.

Con questo riconoscimento economico – commenta il Presidente Rossi – la Regione ha inteso evidenziare il duro e tempestivo lavoro che le maestranze forestali hanno svolto per il ripristino delle superfici colpite, ponendosi, con il loro operato, a servizio della popolazione. Ritengo doveroso il riconoscimento a tutti gli operai che hanno contribuito a trasmettere con forza all’intera comunità il messaggio positivo della Regione Toscana, della ricostruzione e della nuova speranza, anche dopo un evento così tragico per l’intero monte pisano”. 

Archivio notizie

Approfondisci

Ponte d’Istia, nessun “rebus” sul sopralluogo: sarà eseguito dalla provincia, ente proprietario

FIRENZE – Non ci sono “rebus” sul sopralluogo al ponte di Istia, sulla SP 159 (Grosseto). Il ponte è stato inserito nel primo campione di strutture da esaminare a seguito dell’intesa del 28 agosto 2018 fra Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, UPI Toscana e ANCI Toscana. In base a quell’accordo è stata definita una metodologia ispettiva, con la collaborazione delle Università di Firenze e di Pisa, tesa a verificare lo stato dei ponti delle strade regionali e provinciali in Toscana, tutte gestite dalle Province e dalla  Metrocittà.

L’esame del ponte è eseguito dall’ente gestore della strada, ovvero la Provincia di Grosseto, che si avvarrà di  uno dei tecnici ingegneri dell’Ordine degli ingegneri di Grosseto che si sono offerti volontariamente per il supporto tecnico.

Le schede di verifica saranno, consegnate, dopo un controllo di congruità circa la compilazione effettuato da parte delle Università, alle Province per procedere operativamente alle eventuali azioni di messa in sicurezza che dovessero risultare necessarie.  Resta fermo cheper le strade provinciali i lavori eventualmente necessari restano in
carico all’ente proprietario, ovvero, come detto, alla Provincia competente o alla Città Metropolitana di Firenze.

Archivio notizie

Approfondisci

Cantieri FiPiLi, Ceccarelli: “Stella a caccia di consensi, a lui non interessa il bene comune”

FIRENZE “Regalo già io al consigliere Stella l’attacco del comunicato stampa popolare, o populista, che potrebbe fare a settembre nel caso decidessimo di accettare la sua proposta di sospendere l’attività del cantiere della Fi Pi Li per l’estate: ‘Ma come è possibile che la Regione Toscana abbia atteso settembre e la ripresa a pieno ritmo delle attività delle scuole, degli uffici e delle fabbriche per avviare il cantiere che riduce di una corsia per senso di marcia la carreggiata disponibile sulla Fi-Pi-Li, una delle strade più utilizzate dai pendolari e dagli studenti che raggiungono ogni giorno Firenze da tutta l’area empolese e dal Valdarno inferiore?” . L’assessore a trasporti e infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli, replica così alle dichiarazioni del consigliere di Forza Italia sui cantieri aperti sulla SGC.
 
“E’ evidente a chiunque provi ad osservare la questione senza spirito polemico – prosegue -,  che la Fi-Pi-Li necessitava di interventi importanti da anni, interventi che vanno ben oltre la manutenzione ordinaria e straordinaria messa in atto dalla Città Metropolitana. E’ evidente anche che lavori di questa portata non possono essere fatti in pochi mesi. La riduzione del cronoprogramma da 335 giorni a 240 giorni ottenuta in sede di gara è stata una delle accortezze messe in atto per limitare il disagio, così come lo è stata la scelta di insistere con l’azienda perché la Fi-Pi-Li non venga mai chiusa completamente, ma il cantiere venga portato avanti bloccando solo una corsia alla volta per senso di marcia. Se il lavoro deve essere fatto, il tempo necessario sono 8 mesi ed i cantieri devono essere aperti con la bella stagione per facilitare i lavori, è inevitabile che si finisce ad intaccare l’estate. Il cantiere è attivo dalle ore 8 alle 22 e gli operai lavorano su 3 turni, sabato compreso”.
 
“L’alternativa per raggiungere la costa da Firenze esiste – dice ancora – e non è eccessivamente scomoda. Fortunatamente c’è l’autostrada A11 che corre in parallelo alla Fi-Li-Pi. Stiamo lavorando anche con Autostrade per ottenere delle agevolazioni per gli autotrasportatori che sceglieranno la A11 liberando la Fi-Pi-Li dal traffico pesante. Per aiutare chi lavora o studia nel capoluogo abbiamo inoltre potenziato con fermate ad hoc il servizio ferroviario tra Pisa e Firenze, una tratta già molto ben servita visto che, ad esempio, Empoli e Firenze sono collegate da 178 treni che congiungono le due città in meno di mezz’ora, e questo numero sarà a breve ulteriormente incrementato”.
 
“Sono spiacente che Stella non sia rimasto soddisfatto delle mie dichiarazioni e dal mio invito ai cittadini ad avere pazienza, ma io credo che la politica non sia fatta di annunci vuoti e chiacchiere da bar. Credo che la gestione della cosa pubblica implichi delle responsabilità, anche spiacevoli. E credo che la sgc Fi-Pi-Li sia troppo importante per lasciarla andare in malora e magari dover intervenire d’urgenza tra qualche anno chiudendola del tutto. Il nostro Piano di messa in sicurezza prevede interventi per 26 milioni di euro. Dovrebbe bastare questa cifra, penso, per far capire a Stella che stiamo parlando di investimenti seri e necessari. Tutto il resto – conclude – è un bieco tentativo di attirar consensi, senza guardare al bene comune”.

Archivio notizie

Approfondisci

“Un viaggio fuori rotta. Nuove idee e itinerari di viaggio in Toscana”, lunedì a Roma la presentazione

FIRENZE – Il nuovo prodotto “Costa Toscana – Isole Toscane”, messo a punto da Toscana Promozione Turistica, sarà presentato martedì 4 giugno alle 17.30 presso la sede della Stampa estera in via dell’Umiltà 83 a Roma.

A illiustrare le novità delle proposte, contenute in “Un viaggio fuori rotta. Nuove idee e itinerari di viaggio in Toscana” saranno Stefano Ciuoffo, assessore al turismo della Regione Toscana e Francesco Palumbo, direttore dell’Agenzia Toscana Promozione Turistica.

Per info e partecipazioni costatoscana@mailander.it

Archivio notizie

Approfondisci

Codice Celiachia, al via da sabato 1 giugno. Sostituisce il buono cartaceo

FIRENZE – Da oggi, sabato 1 giugno, come già annunciato più volte, entra in vigore in Toscana il Codice Celiachia, che consentirà ai pazienti con morbo celiaco o dermatite erpetiforme di prendere i prodotti alimentari specifici semplicemente esibendo un codice abbinato alla tessera sanitaria. Non saranno quindi più validi i buoni cartacei in uso finora.

Le istruzioni per i ritardatari

Chi ancora non è in possesso del proprio Codice Celiachia può andare a ritirarlo al Servizio farmaceutico integrativo della propria Asl di appartenenza. Gli indirizzi degli sportelli e i relativi orari sono disponibili sul sito della Regione Toscana, nelle pagine dedicate alla celiachia, e sui siti delle Aziende sanitarie toscane.

Cos’è il Codice Celiachia

Il Codice Celiachia è un codice numerico rilasciato dall’azienda sanitaria di riferimento, che il paziente celiaco potrà utilizzare per acquistare i prodotti alimentari specifici nei supermercati della grande distribuzione organizzata, le farmacie, parafarmacie e gli altri esercizi commerciali comunque convenzionati, su tutto il territorio regionale (in tutto 900 esercizi).

Il Codice Celiachia rientra nel progetto regionale Cel@RT, che prevede la dematerializzazione dei buoni cartacei e l’introduzione di una piattaforma informatizzata per la gestione di tutto il processo.

Per informazioni e aiuto

 

Archivio notizie

Approfondisci

Sanità, Rossi: “Salute bene di tutti. Tema da mettere al centro del dibattito nazionale”

FIRENZE – Ridurre le differenze regionali rispetto alla qualità di accesso al servizio sanitario, frenare la tendenza alla privatizzazione dei servizi, investire sulle specializzazioni. Ma anche mantenere il rapporto diretto paziente-operatori difronte ad una diffusione sempre maggiore dell’intelligenza artificiale in sanità e arrivare a creare un fondo nazionale per la non autosufficienza alimentato proporzionalmente al proprio reddito. Questi alcuni dei temi toccati dal presidente della Regione Enrico Rossi, intervenuto oggi pomeriggio all’Hotel Mediterraneo a Firenze all’XI Conferenza sulle politiche della professione infermieristica organizzato dalla Fnopi, la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche.

“Il tema di un’Italia a differenti velocità – ha esordito Rossi – a me preoccupa molto. Tra l’altro con alcune contraddizioni, perché da una parte ognuno fugge per conto proprio e dall’altra si assiste a richiami centralistici. Ritrovare il giusto punto di equilibrio nella frammentazione del sistema è un compito serio perché i cittadini italiani devono avere la possibilità di accedere a una qualità del servizio tendenzialmente uguale. Un tema che la politica dovrà affrontare e rimettere al centro del dibattito”.

“Si assiste in tante regioni ad uno spostamento di pezzi di sanità verso i privati. Trovo drammatica – ha detto ancora Rossi – la carenza sul versante delle specializzazioni. Come è possibile che per tanti anni non sia stata fatta una programmazione adeguata in proposito? Aver voluto risparmiare 25 mila euro l’anno per formare uno specialista, tanto costa in media, rischia di avere un impatto drammatico sul servizio sanitario”. “E’ deprimente che non ci sia la volontà di rilanciare il servizio sanitario nazionale. Ci sono gli investimenti, benissimo, mancavano da anni. Ma questo da solo non basta. La Toscana prova a metterci del suo ed ha approvato qualche giorno fa il concorso più grande a livello nazionale per assumere infermieri, che consentirà lo scorrimento di circa 1000-1500 nominativi l’anno”. “Si preannuncia una finanziaria 2020 non semplice. E’ arrivato il momento che il mondo della sanità si faccia sentire a tutela del ssn, una delle grandi cose riuscite in Italia”.

La sanità adotterà sempre più metodiche legate all’intelligenza artificiale. “Questo – ha detto ancora Rossi – sarà uno dei grandi temi del futuro per il settore. L’intelligenza artificiale non dovrà sostituire ma aiutare nelle decisioni. Occorre dare la sicurezza al paziente che la decisione che lo riguarda non venga presa esclusivamente attraverso un algoritmo. Come può la professione infermieristica tentare di coprire il rapporto umano, decisivo nel percorso di cura?”.

Rossi infine ha concluso dicendo che “nonostante tutto, pur con tutti i suoi acciacchi, il ssn ancora riesce a farcela. E’ aumentata la spesa privata, ma il servizio resta un elemento di relativa sicurezza per i cittadini. Il punto di caduta più alto è rappresentato dal dato relativo alla non autosufficienza. In Toscana ne abbiamo provate tante di iniziative, ma tutte al di sotto del livello di una nazione civile. Creare un fondo nazionale che garantisce assistenza a chi un giorno dovesse trovarsi in certe condizioni, alimentato in rapporto al reddito di ciascuno, credo potrebbe essere un’ipotesi da considerare. Il tema della salute come bene di tutti è un tema che va messo di nuovo al centro . Tema sul quale le forze politiche nazionali ed il parlamento dovranno misurarsi. Con pacatezza. Perchè nessuno credo sia in grado di poter dare lezioni agli altri”.
 

Archivio notizie

Approfondisci

Maltempo, la Regione proclama lo stato di emergenza per le province di Siena, Grosseto e Arezzo

FIRENZE – Stato di emergenza regionale per le province di Siena, Arezzo e Grosseto. Lo ha deciso la Regione a seguito degli eventi meteo che, dal 26 al 28 maggio hanno interessato i territori delle tre province, con temporali forti e mareggiate che hanno provocato allagamenti e danni al litorale. 

L’atto sarà firmato dal presidente della Regione Enrico Rossi nei prossimi giorni.

Archivio notizie

Approfondisci