Semafori LED nei marciapiedi per chi cammina con lo smartphone in mano, arrivano in Olanda

Incollati con lo sguardo allo schermo del cellulare, intenti a mandare messaggi vocali e testuali a parenti e amici, impegnati a “scrollare” la bacheca del proprio profilo Facebook: è questo l’identik di un numero sempre crescente di pedoni, che così facendo perdono il contatto diretto con ciò che li circonda (ma mai col loro smartphone). Un atteggiamento non solo vietato dal codice stradale, ma anche molto pericoloso. E per questo stanno arrivando dei semafori che potrebbero risolvere il problema della visibilità da parte di chi è distratto. Stanno arrivando, è vero, ma in Olanda.

Si chiamano +Lichtlijn e si stanno sperimentando nella cittadina di Bodegraven-Reeuwijk. Si tratta di semafori dotati di illuminazione LED e impianti non sopra un palo – come sarebbe normale – bensì all’interno dei cigli dei marciapiedi. In tal modo, infatti, la luce che indica il divieto o meno di attraversare la strada sarà visibile anche da chi mantiene lo sguardo basso in quanto preso dal cellulare.

Attualmente, tuttavia, i semafori già impianti sono parte di una sperimentazione in un’area circoscritta della città, ovvero nelle vicinanze di tre scuole (i ragazzi, si sa, sono i più “dipendenti” dai telefonini). “I social media, i giochi, WhatsApp e la musica rappresentano le maggiori distrazioni per i pedoni” ha dichiarato l’assessore Kees Oskam nell’illustrare il progetto. “Non possiamo cambiare questo trend, ma possiamo prevenire il problema” ha concluso poi.

La sperimentazione, tuttavia, non è stata ben vista da tutti e ha scatenato in particolare le proteste dell’Associazione per la Sicurezza Stradale Olandese: “Così si invoglia la gente a camminare indisturbata col cellulare” ha protestato Jose de Jong, membro delle VVN. “È un cattivo segnale quello che si lancia” concludeva. Solo al termine della sperimentazione si potrà dire con certezza chi ha ragione.

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Massimo D’Alema: “Referendum come Brexit: i Sì arrivano dagli anziani”

Nuove bordate di Massimo D’Alema al referendum, che l’ex premier paragona, commentando il sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera a quello sulla Brexit appoggiato in Gran Bretagna soprattutto dagli elettori più avanti con l’età. ‘Renzi parla a nome di una gioventù che non lo segue – afferma D’Alema – I giovani votano No, votano Sì solo le persone molto anziane forse anche perché hanno maggiore difficoltà a comprendere questa riforma sbagliata. E’ come per la Brexit: gli anziani non si rendono conto che approvando la riforma renziana si rovina la vita dei nipoti. Spero che i nipoti facciano in tempo a farglielo capire”.

L’ex presidente del consiglio ha poi negato di avere mai parlato al telefono con Stefano Parisi, ex candidato sindaco di milano per il centrodestra, come scritto sul corriere della sera di oggi.

“Sinceramente con curiosità stamattina, persino da parte di un collega che ho sempre ammirato per la sua vena letteraria, ho letto i verbali di una conversazione tra me e il dottor stefano Parisi che non è mai avvenuta. Evidentemente si tratta di una notizia che viene diffusa allo scopo di avvalorare queste tesi” ha detto a margine di un convegno organizzo della fondazione iniziativa subalpina.

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Ricacciate in gola, tutte in un colpo. Con la forza di una schiacciata, di una stoppata inchiodata ad altezze siderali, di un contropiede fulminante. Le critiche che hanno perseguitato in nostri giocatori provenienti dall'Nba si sono dissolte come neve
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